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Studio Confartigianato: l’ondata di protezionismo sta bruciando 45 miliardi di PIL nell’eurozona

25 marzo 2025

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STUDIO CONFARTIGIANATO


L’ondata di protezionismo sta bruciando 45 miliardi di PIL nell’Eurozona


Sale l’incertezza sugli scambi commerciali a causa dell’avvio della guerra dei dazi. A testimoniarlo è la ricerca dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese che ha misurato in 28 miliardi di dollari il valore dell’applicazione dei dazi ad opera degli Stati Uniti e in 26 miliardi di euro il valore delle contromisure messe in atto dalla Commissione europea. 

Le reciproche rappresaglie stanno attivando una pericolosa escalation della guerra commerciale che potrebbe essere arginata qualora di aprisse un tavolo di trattativa con gli Stati Uniti, come già ipotizzato a novembre 2024 dalla Presidente della BCE Lagarde. In questa direzione, un segnale positivo arriva dall’annuncio, dato giovedì scorso in audizione dal Commissario per il commercio e la sicurezza economica dell’UE Maros Sefcovic, dell’entrata in vigore a metà aprile delle contromisure dell’UE annunciate il 12 marzo, un termine che dà più tempo per negoziare e cercare di trovare una soluzione reciprocamente accettabile. Il negoziato potrebbe includere gli acquisti di energia, di prodotti per la difesa e di tecnologie digitali. Occorre ricordare che gli USA sono il primo fornitore di gas naturale liquefatto dell’Unione europea. Inoltre, come documentato dalla Commissione europea nella strategia europea per la difesa il 63% delle acquisizioni nel settore della difesa da parte degli Stati membri dell’UE tra l’inizio della guerra di aggressione della Russia e il giugno 2023 è stato effettuato presso gli Stati Uniti. Infine, secondo i dati di Banca d’Italia della bilancia tecnologica, gli Stati Uniti sono il principale paese di origine delle importazioni di tecnologia, pari a 3,1 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,3 miliardi del 2022.

L’impatto del protezionismo nell’area Euro

I rischi del protezionismo potrebbero rivelarsi maggiormente negativi nell’area dell’euro, caratterizzata da un’economia aperta agli scambi internazionali. Nelle previsioni della BCE di marzo la crescita dell’export nell’Eurozona è dello 0,8%, in rallentamento rispetto al trend del 2024 (+0,9%) e dimezzata rispetto alle previsioni di dicembre 2024 (+1,6%). Di conseguenza, si registra un ritocco al ribasso della crescita del PIL reale nell’area dell’euro di 0,2 punti percentuali sia nel 2025 che nel 2026. Secondo l’analisi della BCE una tariffa statunitense del 25% sulle importazioni europee ridurrebbe la crescita dell’area dell’euro di 0,3 punti percentuali nel primo anno, equivalente ad una minore crescita di 45,5 miliardi di euro del PIL a prezzi correnti dell’area euro.

Le previsioni dell’Ocse per i paesi del G20

Secondo le previsioni dell’Ocse di marzo per i paesi del G20, i paesi maggiormente colpiti dai dazi USA registrano una minore crescita nel 2025 e hanno subito le revisioni al ribasso del tasso di variazione del PIL. A fronte di una crescita mondiale del 3,1%, il Canada registra una crescita del PIL di +0,7% con una revisione al ribasso di 1,3 punti, Italia con una crescita del PIL di +0,7% e una revisione al ribasso di -0,2 punti, Germania con crescita del PIL a 0,4% e una revisione al ribasso di 0,3 punti e il Messico che cade in recessione (PIL a -1,3%) dopo la revisione al ribasso di 2,5 punti percentuali.

L’impatto della guerra dei dazi al centro del webinar del 31 marzo 

Le ricadute sulla congiuntura e sul quadro macroeconomico dei cambiamenti in corso negli equilibri geopolitici e commerciali mondiali saranno al centro del webinar (riservato alle imprese del Sistema Confartigianato) che si terrà lunedì 31 marzo 2025, dalle ore 11.30 alle 13.00 per la presentazione del 33° Report su trend economia, congiuntura e MPI, ‘Le prospettive per economia e imprese di fronte ai nuovi equilibri globali’, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con la Direzione Politiche Economiche. Inoltre, nel corso del webinar saranno esaminati gli effetti della politica monetaria su prestiti e investimenti e le tendenze della finanza pubblica, anche in relazione al nuovo piano per la difesa avviato dall’Unione europea. Saranno esaminate le evidenze sulla complessa fase ciclica della manifattura, con l’aggiornamento sulla crisi della moda e della meccanica, sull’evoluzione dei settori dell’edilizia, dei servizi e del turismo e le più recenti tendenze del mercato del lavoro.

28 marzo 2025
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27 marzo 2025
Con il Decreto Ministeriale 13 settembre 2024 dal 25 settembre 2025 entrerà in vigore l’obbligo per la qualifica dei tecnici manutentori dei presidi antincendio. Tale obbligo non riguarda soltanto le imprese operanti nel settore impianti, seppure abilitate ai sensi del D.M. 37/2008, ma anche tutte quelle che svolgono attività di manutenzione dei presidii antincendio (inclusi serramentisti del settore metallo e legno).
26 marzo 2025
Si è tenuto il 24 marzo a Milano alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, l’evento di presentazione intitolato “Finanza Sostenibile per le PMI: proposte e prospettive”, in occasione del quale sono stati presentati attraverso gli interventi di tutti gli attori coinvolti i risultati dell’iniziativa promossa da Regione Lombardia (Direzione Generale Ambiente e Clima) e Finlombarda nell’ambito del tavolo tematico “Cultura della Sostenibilità”.
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Sabato 22 marzo, alle ore 12, su Rai 1, con la puntata dedicata a Belluno, ricomincia il viaggio di ‘Linea Verde Start’ nell’eccellenza dell’artigianato e delle piccole imprese. In questa nuova edizione, il cammino del programma realizzato in esclusiva con Confartigianato e condotto da Federico Quaranta si snoderà in quattro tappe.
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18 marzo 2025
L’intensificazione delle guerre commerciali porta ai massimi l’incertezza sugli scambi internazionali. Lo rivela lo studio di Confartigianato Imprese che registra un rallentamento nella crescita nell’area dell’euro. Nelle previsioni della BCE di marzo il tasso di crescita del PIL mondiale (con esclusione dell’area dell’euro) è ritoccato al ribasso di 0,1 punti percentuali nel 2025 e di 0,2 punti nel 2026. Poiché l’economia dell’Eurozona ha un grado di apertura maggiore e la composizione delle sue esportazioni è orientata verso beni durevoli, le previsioni della BCE calcolano un impatto più pronunciato, con una crescita dell’export del +0,8%, in rallentamento rispetto al trend del 2024 (+0,9%) e dimezzata rispetto alle previsioni di dicembre 2024 (+1,6%). Di conseguenza si registra un ribasso della crescita del PIL reale nell’area dell’euro di 0,2 punti percentuali sia nel 2025 che nel 2026.
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